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giovedì 10 marzo 2011

Coordinamento operatori e artisti dei teatri pisani

Cari amici,
come sapete la cultura sta vivendo una situazione drammatica, che riflette la più generale crisi che sta attraversando il Paese, ma che è accentuata da problematiche specifiche del nostro settore.
L'iniziativa dello scorso 12 novembre alla quale avete aderito numerosi è stata molto importante, ma le risposte delle istituzioni sono state insufficienti. Abbiamo per questo deciso, insieme ad Agis, Anci, Upi e Conferenza delle Regioni, di proseguire la nostra azione e di realizzare una campagna di comunicazione e mobilitazione che si svilupperà nell’arco di tre giornate: il 26, 27 e 28 marzo prossimi. In queste Giornate Nazionali per la Cultura e lo Spettacolo in tutti i cinema, teatri, musei, biblioteche e luoghi della cultura sarà data ampia diffusione a materiale informativo - manifesti, locandine, video - sui temi della mobilitazione e in tutte le città si svolgeranno iniziative che avranno l’obiettivo di raggiungere gli organi di informazione e rendere consapevoli i cittadini della situazione in atto e delle conseguenze sulla vita di ciascuno.
Riteniamo, infatti, che solo un’azione forte, chiara e unitaria rivolta all’intero Paese possa creare le condizioni per modificare lo stato attuale delle cose, evitare la grave deriva che abbiamo davanti e riportare la cultura al centro delle strategie politiche e di un futuro programma di sviluppo del Paese. Abbiamo cercato di sintetizzare queste tematiche nel documento politico che alleghiamo.
Ci auguriamo che vogliate aderire alla campagna, coinvolgendo le vostre organizzazioni e a tal fine, vi preghiamo di darci comunicazione delle iniziative che eventualmente vorrete mettere in campo. Tutta la documentazione sarà disponibile già nei prossimi giorni sul nostro sito internet www.federculture.it, inclusa la scheda di adesione che vi chiediamo di compilare con le informazioni richieste edi inoltrare all’inidirizzo di posta giornatecultura@federculture.it . Per qualsiasi ulteriore informazione potete rivolgervi alla dottoressa Geraldina Cipollaal numero 06 32697523.

Certi di una vostra positiva risposta, Vi salutiamo cordialmente.
Federculture



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FEDERCULTURE
Piazza Cavour, 17 - 00193 Roma
tel. +39 06.32697521
fax +39 06.32120269

venerdì 25 giugno 2010

RICERCA SULLA CHIESA MADONNA DELLA GUARDIA IN LOCALITA' GUARDIA DI SOTTO


-Parrocchia Spirito Santo Corsico-



RICERCA SULLA CHIESA MADONNA DELLA GUARDIA IN LOCALITA'
GUARDIA DI SOTTO
A cura della Dottoressa Giovanna Pesapane
Quante cascine sfilano ancor oggi , se pur per la maggior parte in disuso, lungo il Naviglio Grande! Partendo da Via Ludovico il Moro e proseguendo lungo la vecchia vigevanese appena dopo il comune di Corsico e prima dello svincolo della tangenziale ovest appare sulla riva sinistra il complesso della Cascina Guardia di Sopra, azienda agricola appartenuta ai Visconti, ed ora quasi in completo abbandono.
Sulla riva destra dello stesso Naviglio sorge il complesso della Cascina Guardia di Sotto. Il corpo principale costituito da un lungo porticato ad archi a sesto acuto ( architetture che denunciano l’età ragguardevolmente antica del fabbricato) ingloba poco discosto una piccola chiesa o Oratorio dedicato alla natività della Beata Vergine Maria. La costruzione, in perfetto stile cinquecentesco, che versa in uno stato di pietoso abbandono da un paio di decenni ed ora quasi praticamente diroccata, apparteneva sin dal sec. XVII alla famiglia dei marchesi Pozzi. Era originariamente suddivisa in due unità: la parte orientale dotata di un vasto giardino all'italiana, denominata Guardia e la parte occidentale, comprendente i fabbricati rurali e le abitazioni dei contadini detta Guardina.
La Chiesa facente parte del complesso fu riedificata o restaurata dal marchese Giovan Battista Pozzi nel 1622 sulla preesistente chiesa di Santa Croce allora parrocchia.
Antistante alla chiesa esiste tuttora un'edicola a quattro colonne cinquecentesche che incorniciano i miseri resti di un affresco completamente illeggibile. Detta edicola fu eretta a ricordo del passaggio di San Carlo Borromeo che, ormai moribondo, proprio in quel luogo, il 2 novembre del 1584, trasbordò da una barca su cui viaggiava sul Naviglio verso Milano su una carrozza con cui proseguì per la città dove morì appena due giorni dopo.
Secondo la mappa della Pieve di Cesano che raffigura dettagliatamente tutte le chiese e gli Oratori esistenti, mappa redatta nel 1566, nel sito della Guardia di Corsico (in altre mappe e documenti denominata Guarda) appare chiaramente segnata come parrocchia la Chiesa di Santa Croce alla Guardia. oltre alle parrocchie di San Pietro e Paolo, San Biagio a Grancino e San Rocco a Corsico. Graficamente la rilevanza di questa mappa sta nella descrittivita' dei luoghi e della natura, oltre che dai Corpi Santi, nella rappresentazione della realtà come appariva allora soprattutto nella raffigurazione dei vari centri abitati, località e cascine, e delle chiese e oratori della pieve.
Ii Cardinale San Carlo, sempre molto attento alla cura delle visite pastorali, visita le parrocchie della pieve di Cesano e probabilmente anche quella della Guardia , nel 1572.
Secondo le ricerche effettuate all'Archivio Storico Diocesano di Milano si segnalano le visite pastorali dell'Arcivescovo Federico Visconti all'Oratorio della Beata Vergine Maria in località la Guarda nel 1685 e successivamente il 12 marzo 1747 all'Oratorio dedicato alla Natività della Vergine Maria (dicto la Guarda) a quel tempo appartenente alla nobile famiglia Dal Pozzo.
La Chiesa di cui all'oggetto in località la Guardia (comune di Corsico) dedicata alla Natività di Maria Vergine è stata sicuramente eretta antecedentemente al Sec. XV. La costruzione ha per il un aspetto stilisticamente rinascimentale con decorazioni pienamente barocche dovute alla ricostruzione o restauro avvenuta nel 1622 ad opera del marchese Giovan Battista Pozzi appartenente alla famiglia proprietaria a quel tempo del complesso Guardia di Sotto.
Le finte colonne scanalate che sorreggono mezzi capitelli, le cornici a dentelli, la decorazione che si svolge a meta della facciata a serti ricorrenti di fiori e frutta arricchiti da nastri e da teste di putti alati sono indubbiamente di gusto cinquecentesco. Il timpano a decorato da un cartiglio che potrebbe rappresentare (difficile da decifrare dalla vecchia fotografia) lo stemma nobiliare della famiglia o la dedica alla Vergine Maria. In alto due nicchie a cappello arrotondato avranno senz'altro contenuto due sculture o due busti. Ai lati del portale sovrastato da un timpano con stemma nobiliare si evidenziano due finestre murate senza dubbio in epoca successiva .
Durante gli ultimi vent'anni ho avuto più volte la possibilità di entrare nella costruzione e constatare l'incuria che ha favorito gli atti vandalici che hanno trasformato quello che era un luogo di culto con tanta storia alle spalle, in un ricovero di fortuna per sbandati e mendicanti, in una discarica, un gabinetto pubblico e quindi in una piccionaia. Ho avuto, nel tempo l'opportunità' di vedere, prima che fosse sfasciato e bruciato, i resti dell'altare dorato sicuramente del sec. XIX e la balaustra a colonnine in marmo (rosso d'Arzo), i pochi arredi della minuscola sagrestia e il portale di quercia a formelle barocche.
Nelle citazioni e nelle mappe più antiche la località è detta "la Guarda" trasformata poi in "la Guardia".

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LETTERA APERTA AL PROFESSOR VITTORIO SGARBI/COMUNICATO STAMPA

Dopo aver tentato in più e diverse maniere di salvare la chiesa in località Guardia di Sotto senza alcun esito positivo:la Curia se ne disinteressa, le istituzioni pure (penso che ci siano grossi interessi economici per far crollare quel poco che resta e costruirci sopra orrendi palazzoni), finalmente nell'autunno 2008 un pull di studenti di architettura del Politecnico di Milano dopo aver letto la mia ricerca propongono al Docente di prendere questo sito quale oggetto per studio e progetto di un'eventuale salvataggio e ristrutturazione della chiesetta ormai solo rudere. Viene acquistato il materiale necessario per iniziare i lavori di misurazione. Ma disgrazia vuole che un gruppo di extracomunitari clandestini abitanti nell'attigua cascina diroccata minaccino gli studenti di farli assalire dai loro cani se al più presto non tolgano le tende. Il Docente, temendo il peggio, anche se a malincuore, ma con molto buon senso, dirotta gli studenti verso un altro sito non certo così interessante e colmo di storia come il precedente.
A questo domando a Lei Dr. Sgarbi, cosa deve fare un volonteroso cittadino per salvaguardare la nostra storia ?
Sperando in un suo riscontro, La ringrazio e La saluto cordialmente


Giovanna Pesapane - Milano

PRESS OFFICE DANIELL A LOMBARDI 339-4590927 0574-32853